Una storia sull'agricoltura globale.
Quest'anno è l'anno nero della produzione di catagne in Italia. Gli alberi del Belpaese sono stati decimati da un insetto letale, favorito dalla prolungata siccità.
"«A minacciare la leadership europea di castagne e marroni made in Italy – spiega Salvatore
Ciardiello,
presidente regionale Cia – è un parassita di origine cinese, presente
in Italia dal 2002, che falcia di netto una produzione che appena
quattro anni fa si aggirava intorno alle 50mila tonnellate annue. Cifre
ora costantemente in ribasso. Si è passati dal 50% in meno del 2010 al
70% in meno del 2011. Quest’anno la situazione è ancora peggiore, a
causa del caldo torrido e della siccità prolungata, autentiche sciagure
per le piante già debilitate dall’insetto distruttivo»." (leggi tutto su "
La città diu Salerno / Repubblica")
Risultato, anche per un prodotto così tipico (l'Italia è uno dei maggiori produttori al mondo e poi, chi mangerebbe castagne di imprtazione??), il consumo non è cambiato. A cambiare, i prezzi pagati per le castagne e per i derivati, e poi la quantità di
importazioni dall'estero, letteralmente schizzate alle stelle.
"Dove è andata meno peggio la produzione si è dimezzata rispetto all’anno
precedente ma non basterà per contenere l’importazione dall’estero di
castagne (
Cina, Corea del Sud e
Turchia
in testa) e raffreddare i prezzi al dettaglio. Una situazioni dagli
addetti ai lavori definita “eccezionale”: non si trova, nella memoria
contadina, un’annata così “disastrosa”. (comunicato Coldiretti,
leggi tutto)